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Psicologa Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Lanciano

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La mente vagabonda: come districarsi tra i ricordi del passato e le ansie per quel che accadrà

Se ti appresti a leggere questo articolo, con molta probabilità anche la tua mente ogni tanto inizia a vagare, facendo giri immensi e arrivando a perdersi per le migliaia di strade che i pensieri percorrono. Andare in giro senza meta può farci sentire confusi, allontanarci dai nostri obiettivi e, spesso, anche da quello che stiamo facendo in quel momento, come quando guidi l’auto fino a destinazione senza nemmeno ricordare il tragitto che hai appena compiuto.

Per fare un po’ di chiarezza, ti andrebbe di iniziare con un piccolo questionario?

Per ciascuna affermazione potrai dare un punteggio su una scala da 1 (mi comporto quasi sempre così) fino a 6 (non mi comporto quasi mai così), indicando la frequenza con cui vivi ciascuna di queste esperienze. Ah! Ricorda di segnare su un foglio il punteggio per ciascuna affermazione!

  1. Mi capita di provare un’emozione e di prenderne consapevolezza solo dopo un certo tempo
  2. Rompo o rovescio cose perché sono distratto o perché penso ad altro
  3. Ho difficoltà a restare concentrato su ciò che accade nel presente
  4. Tendo a camminare velocemente per raggiungere la mia meta, senza prestare attenzione a ciò che accade durante il tragitto
  5. Tendo a non accorgermi di sensazioni di tensione fisica o di malessere finché non attirano veramente la mia attenzione
  6. Dimentico quasi subito il nome di una persona dopo averlo sentito la prima volta
  7. Mi sembra di funzionare in modalità automatica senza essere molto consapevole di ciò che faccio
  8. Faccio le cose molto velocemente senza prestarvi veramente attenzione
  9. Sono talmente concentrato sullo scopo che perdo di vista ciò che sto facendo per raggiungerlo
  10. Eseguo lavori o compiti in modo automatico, senza rendermi conto di ciò che sto facendo
  11. Mi sorprendo ad ascoltare qualcuno con un orecchio mentre sto facendo qualcos’altro
  12. Mi sposto in macchina con il pilota automatico e mi capita di essere stupito di trovarmi in un certo posto
  13. Mi accorgo di essere preoccupato per il futuro o per il passato
  14. Mi capita di fare delle cose senza prestarvi attenzione
  15. Sgranocchio qualcosa senza rendermi conto che sto mangiando

Fatto? Adesso somma i punti ottenuti e poi dividili per 9.

Il punteggio ottenuto sarà il punto di partenza per vedere quanto sei predisposti alla Mindfulness. Su una scala a 10 punti, più alto sarà il risultato, maggiore sarà la nostra predisposizione.

Se il punteggio ottenuto risulterà basso, non disperare: potrà essere un buon inizio per stimolare la tua consapevolezza e per favorire il cambiamento. Ricorda: “Anche un viaggio di mille miglia comincia con un singolo passo” (Lao Tzu)

Comportamenti come quelli appena visti appartengono, in percentuale diversa, a ogni essere umano e, ognuno di noi, nel corso della propria esistenza sperimenta l’alternarsi di periodi durante i quali è più connesso con se stesso e con il mondo circostante e di momenti in cui si sente completamente estraniato, come in un’altra dimensione spazio-temporale.

È capitato e capita frequentemente di essere presenti con il corpo, ma con la testa altrove, presi dai mille impegni, dalla frenesia della routine… intrappolati nei ricordi del passato oppure preoccupati per quello che verrà. È una cosa normale e capita molte volte nel corso della giornata.

Se ti va, prova tornare con la mente a quando hai imparato a pedalare, oppure a guidare o a suonare uno strumento musicale. In qualsiasi caso, tutte le tue energie erano concentrate nel riprodurre alla lettera ogni singolo movimento e, anche la più piccola interferenza, ti faceva perdere il filo e andare nel pallone. Grazie ai processi cognitivi e all’apprendimento, siamo stati in grado di automatizzare progressivamente queste performance, interiorizzando il procedimento, con un notevole risparmio di energie. A distanza di anni, guidiamo l’auto mentre parliamo con il passeggero a fianco, pedaliamo mentre ascoltiamo la nostra musica preferita, suoniamo uno strumento con disinvoltura.

Insomma, siamo capaci di svolgere tantissime azioni senza prestare attenzione a quello che stiamo facendo. La possibilità di inserire il pilota automatico, se da un lato, può tornarci davvero utile, dall’altro limita la nostra consapevolezza e il contatto con il momento presente.

La routine quotidiana, i tanti impegni, lo stress tendono ad attivare il pilota automatico, portandoci a compiere le stesse scelte a prescindere che queste risultino efficaci oppure no. Alla lunga questa attitudine ci porta a non essere in grado di separare un evento dalle reazioni emotive e comportamentali, lasciandoci in balia dell’idea che non ci siano alternative valide a come abbiamo sempre reagito o a come ci comportiamo solitamente.

Siamo soliti tornare indietro, ripensando a momenti trascorsi o nell’essere trasportati verso quello che ci riserverà il futuro.

Però, restare intrappolati in ricordi dolorosi legati al passato oppure essere costantemente preoccupati per quello che potrebbe capitare ci allontana dall’esperienza del qui e ora, amplificando le sensazioni di inadeguatezza, di incapacità e di impotenza.

È come se la nostra mente si trasformasse nel telecomando della nostra tv, iniziando a fare zapping senza riuscire a controllarlo, sintonizzandosi per gran parte del tempo sui canali del passato, dove puoi vedere te stesso rimuginare su ciò che è andato storto, sugli errori commessi, sulle scelte sbagliate, sui fallimenti e su tutto quello che è andato male o che avresti potuto fare ma non hai fatto. E ancora la mente si sintonizza sulle trasmissioni che mostrano un futuro incerto, pieno di eventi non ancora accaduti, costellato di preoccupazione inerenti la nostra vita e quella dei nostri cari.

È davvero difficile che tu possa apprezzare e godere appieno di quello che sta accadendo in questo esatto momento se sei intrappolato in uno spazio temporalmente diverso dal presente.

Cosa puoi fare per diventare più consapevole di questi processi disfunzionali e per aumentare il contatto con il momento presente?

La pratica Mindfulness, promuovendo un’attenzione flessibile, un atteggiamento di apertura e curiosità e stimolando la nostra consapevolezza, è essenziale per entrare in contatto con noi stessi e con l’ambiente esterno. Allenare le abilità di Mindfulness ci permetterà di assaporare il momento presente, imparando più cose su come ci sentiamo, su quello che pensiamo e sul modo in cui ci comportiamo, ampliando il ventaglio delle nostre azioni. Si tratta di intraprendere un nuovo stile di vita, il quale ci renderà più consapevoli dei momenti in cui la nostra mente inizia a vagare tra passato e futuro e aumenterà la nostra resilienza psicologica.