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Psicologa Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Lanciano

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Smartphone al tempo del Covid-19: quali rischi per gli adolescenti?

La seconda ondata legata al diffondersi del coronavirus e il rischio di un altro lockdown stanno nuovamente comportando una limitazione delle attività “extra-domestiche”.

Non è possibile praticare la maggior parte delle attività sportive, così come non si può andare al cinema o a teatro e tutti i locali chiudono dopo le 18. Ci ritroviamo a passare la maggior parte del tempo a lavoro e a casa. E come noi, anche i nostri figli stanno subendo un restringimento delle attività extra-scolastiche, con risvolti negativi dal punto di vista socio-relazionale e non solo. Se pensiamo agli studenti delle superiori, dover svolgere le lezioni a distanza contribuisce al venir meno di tutte quelle routine legate al poter frequentare la scuola in presenza (prendere un autobus, piuttosto che incontrare i propri compagni, ecc.).

E come passano i ragazzi (e non solo) la maggior parte del loro tempo? Probabilmente davanti a uno schermo.

In Italia l’85% degli adolescenti tra 11 e 17 anni usa quotidianamente lo smartphone e il 72% naviga su internet tutti i giorni. È la prima cosa che viene controllata al risveglio, così come l’ultima prima di addormentarsi. In media, i ragazzi trascorrono dalle 3 alle 6 ore al giorno con il telefono, senza considerare le ore di didattica a distanza (fonte: Ospedale pediatrico Bambin Gesù, 2020).

Cosa succede se chiediamo ai nostri ragazzi di stare per qualche ora senza smartphone?

Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista BMC Psychiatry (2019), un adolescente su quattro va nel panico se gli viene negato lo smartphone. Dallo studio emerge anche che l’uso eccessivo e disfunzionale di questi dispositivi è correlato a un maggior rischio di ansia e depressione. Esaminando 41 ricerche in materia, a cui hanno partecipato un totale di 41.000 ragazzi, si evince che il 23% degli adolescenti presenta un comportamento dipendente: si sente in ansia per il fatto di non poter usare il telefono, non è capace di moderare il tempo trascorso davanti al telefono e lo usa così tanto da limitare il tempo dedicato ad altre attività. Questa dipendenza, infine, si collega ad altri problemi di salute, come stress, depressione, mancanza di sonno e risultati scolastici ridotti.

Ma vediamo più nel dettaglio quali sono i rischi di un utilizzo eccessivo e inappropriato di questi dispositivi:

  • La possibilità di accedere allo smartphone in qualsiasi momento e da qualunque posto può favorire i comportamenti di DIPENDENZA, la quale si manifesta con isolamento, perdita di controllo, sbalzi d’umore, ansia e depressione;
  • Il web corre il rischio di trasformarsi in un “posto sicuro”, soprattutto per i ragazzi più riservati e con difficoltà a relazionarsi con i pari. L’ISOLAMENTO, in alcune circostanze, può diventare una malattia, come nel caso del fenomeno “Hikikomori”, che espone al rischio di sviluppare malattie psichiatriche. Questo fenomeno, in Italia, riguarda soprattutto i giovani dai 14 ai 30 anni, soprattutto maschi, che trascorrono su internet oltre 12 ore al giorno;
  • L’uso del cellulare prima di dormire ha un impatto negativo sul ritmo circadiano del SONNO perché causa eccitazione e difficoltà ad addormentarsi. Una scarsa qualità del sonno favorisce stanchezza, depressione, abuso di alcool, disturbi ossessivo-compulsivi, abuso di sostanze e risultati scolastici scadenti;
  • L’utilizzo disfunzionale del telefono può avere risvolti negativi per quanto riguarda l’APPRENDIMENTO, con minore concentrazione, aumentata distraibilità e, di conseguenza, peggioramento dei risultati scolastici;
  • Molti adulti utilizzano in modo improprio il telefono, come, ad esempio, quando guidano mentre mandano messaggi. Allo stesso modo i ragazzi potrebbero rischiare INCIDENTI a causa di queste azioni pericolose;
  • L’utilizzo prolungato dello smartphone può provocare DIFFICOLTA’ VISIVE (secchezza oculare, fatica, abbagliamento, irritazione).

COSA POSSONO FARE I GENITORI PER EVITARE QUESTI RISCHI?

Innanzitutto, è fondamentale un lavoro di PREVENZIONE, basato sul sostegno genitoriale e sull’educazione affettiva. Costruire una solida relazione genitore-figlio riduce il rischio di dipendenza, così come il grado di ansia sociale, spesso presente negli adolescenti.

Ancor prima del periodo adolescenziale, è necessario stabilire delle REGOLE e tenere sotto CONTROLLO l’utilizzo dei dispositivi mobili. I ragazzi, in tal modo, saranno maggiormente disponibili ad accettare un confronto condiviso, evitando di rifiutare eventuali controlli da parte dei genitori.

Bambini e ragazzi sono nativi digitali e, inevitabilmente avranno a che fare con il mondo del web. Come genitori possiamo fare la differenza promuovendo il DIALOGO, l’ASCOLTO e favorendo il rispetto e la condivisione di regole e principi.

L’EDUCAZIONE EMOTIVA è condizione necessaria e basilare affinché i figli possano fidarsi e affidarsi ai genitori, i quali potranno sia mostrare i lati positivi della tecnologia sia porre attenzione ai contenuti che vengono letti e/o pubblicati. Oltre a fare in modo che la privacy venga rispettata, i genitori, per tutelare il benessere psicofisico dei propri ragazzi, hanno il compito delicato di mostrare luci e ombre del mondo virtuale. Un mondo che può dare l’opportunità ai giovani di comunicare e di interagire, sentendosi più autonomi, adeguati ed efficaci. Un mondo che, però, richiede massima attenzione rispetto ai contenuti e al modo in cui vengono compresi e “metabolizzati” dai nostri figli.