Twitter
Google plus
Facebook
Vimeo
Pinterest

Psicologa Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Lanciano

Blog

Dire “no” senza provare senso di colpa

Quanto è difficile dire un “No” senza sentirsi in colpa? Quante volte abbiamo acconsentito controvoglia alle richieste dell’altro? Quanto spesso è capitato di assecondare le scelte altrui per quieto vivere?

Perché è così difficile esprimere la propria opinione se questa contrasta con quella delle persone a cui teniamo? E per quale motivo continuiamo a fare ciò che gli altri ci chiedono nonostante non ne abbiamo voglia o non lo riteniamo giusto?

Comportarsi in modo passivo implica il fatto di accettare le scelte altrui, aderendo alle opinioni di quella persona o di quel gruppo anche quando non si è d’accordo. La persona passiva potrebbe celare il proprio modo di pensare per non rischiare di offendere l’altro e perdere così la sua amicizia. D’altra parte, però, prova elevati livelli di frustrazione e continua preoccupazione rispetto a quelle relazioni.

La persona aggressiva, invece, non ha problemi nel dire come la pensa, ma lo fa in modo piuttosto coercitivo, quasi obbligando l’interlocutore ad essere d’accordo. Con questo atteggiamento sarà probabile ottenere ciò che vuole, ma lo farà provocando reazioni di paura nell’altro, il quale si vedrà costretto e non libero di vivere quella relazione.

Dati questi due estremi, al centro del continuum si colloca la persona assertiva, la quale è in grado di far valere le proprie opinioni e i propri diritti nel rispetto di quelli altrui. L’assertivo comunica in modo diretto, sincero e gentile, mostrando una buona competenza sociale e scegliendo liberamente, senza condizionamenti. Non è raro che spesso ci si dimentichi di essere persone che hanno il diritto di scegliere, senza farsi influenzare dall’altro e dai giudizi. In realtà, noi siamo i padroni del nostro comportamento e possiamo lavorare per promuovere la consapevolezza che cambiando il comportamento si possono modificare paure e atteggiamenti sbagliati.

Stimolare un atteggiamento assertivo apporterà dei benefici alla nostra autostima e ci farà ottenere più risposte positive da parte degli altri.

Nel “Manuale di Assertività” del Professor Roberto Anchisi sono riportati i 10 diritti assertivi che ognuno di noi dovrebbe tenere bene a mente per agire in modo efficace nella vita di tutti i giorni. Vediamoli insieme:

1. Voi soli avete il diritto di giudicare il vostro comportamento, i vostri pensieri e le vostre emozioni, e di assumervene la responsabilità accettandone le conseguenze.

2. Voi avete il diritto di non giustificare il vostro comportamento, adducendo ragioni o scuse.

3. Voi avete il diritto di decidere se occuparvi dei problemi degli altri, se essere responsabili degli altri.

4. Voi avete il diritto di mutare parere e opinione […] di cambiare il vostro modo di pensare.

5. Voi avete il diritto di sbagliare, assumendovi la responsabilità delle eventuali conseguenze negative.

6. Voi avete il diritto di non farvi coinvolgere dalla benevolenza che gli altri vi mostrano quando vi chiedono qualcosa.

7. Voi avete il diritto di essere illogici nelle vostre scelte.

8. Voi avete il diritto di dire “non so” quando vi si chiede una competenza che non avete.

9. Voi avete il diritto di dire “non capisco” a chi non dice chiaramente che cosa si aspetta da voi.

10. Voi avete il diritto di dire “non mi interessa”, quando gli altri vi vogliono coinvolgere nelle loro iniziative.

Alla base di tutti, resta fermo il diritto di dire “no” senza sentirsi in colpa, di rispettare i propri sentimenti allo stesso modo di come rispettiamo quelli altrui, di non sentirsi costretti a fare qualcosa che non vogliamo pur continuare quel rapporto. Si tratta di rispettare se stessi e le proprie opinioni così come facciamo con l’altro.

Coltivare un atteggiamento assertivo implica delle abilità sociali che vanno stimolate e che ci porteranno a costruire relazioni più efficaci e gratificanti con l’altro.