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	<title>Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano &#8211; Dott.ssa Francesca Innangi</title>
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	<description>Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale a Lanciano</description>
	<lastBuildDate>Wed, 06 Oct 2021 16:50:41 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Rapporto Unicef: più di 1 adolescente su 7 convive con un disturbo mentale. Cosa fare per sostenere i più giovani?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Innangi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2021 16:50:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Più di un adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale&#160;diagnosticato. Un disagio che a volte può diventare insopportabile e che porta quasi 46.000 adolescenti ogni anno a togliersi la vita ogni anno, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Più di un adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale</strong>&nbsp;diagnosticato. Un disagio che a volte può diventare insopportabile e che porta quasi 46.000 adolescenti ogni anno a togliersi la vita ogni anno, più di uno ogni 11 minuti.”</p>



<p>Questa notizia è apparsa ieri sul sito giornalistico ansa.it, dopo aver appreso il rapporto stilato dall’Unicef riguardante &#8220;La Condizione dell&#8217;infanzia nel mondo &#8211; Nella mia mente: promuovere, tutelare e sostenere la salute mentale dei bambini e dei giovani&#8221;.</p>



<p id="ob">Come riportato dalla testata “L&#8217;ansia e la depressione rappresentano il 40% dei disturbi mentali diagnosticati e i tassi in percentuale sono più alti in Medio Oriente e Nord Africa, in Nord America e in Europa Occidentale. In alcuni casi il disagio mentale è tale da lasciare i giovani con la sensazione di non avere una via di uscita. E così<strong>&nbsp;il suicidio è, nel mondo, una fra le prime cinque cause di morte fra i 15 e i 19 anni,</strong>&nbsp;ma in Europa occidentale diventa la seconda, con 4 casi su 100.000, dopo gli incidenti stradali”.</p>



<p>Inoltre, “Una nuova analisi della London School of Economics presente nel rapporto indica che il mancato contributo alle economie a causa dei problemi di salute mentale che portano a disabilità o morte tra i giovani è stimato in quasi 390 miliardi di dollari all&#8217;anno. A fronte di questo, &#8220;i governi stanno investendo troppo poco per affrontare questi bisogni fondamentali&#8221;, ha dichiarato il direttore generale dell&#8217;Unicef Henrietta Fore. A livello globale, infatti, agli interventi per la salute mentale viene destinato circa il 2% dei fondi governativi per la salute.”</p>



<p>È evidente guardando ai dati come fino a oggi sia stato fatto ben poco rispetto alle necessità della popolazione più giovane, con ricadute più ampie non solo a livello di benessere e salute mentale, ma anche per quanto concerne le aree economica e sociale.</p>



<p><strong>“Un giovane su 5 tra i 15 e i 24 anni dichiara di sentirsi spesso depresso o di avere poco interesse nello svolgimento di attività</strong>.” Questa frase riportata nell’articolo è coerente con quanto stiamo vivendo nell’ultimo periodo all’interno della pratica clinica: sono sempre più i bambini e i ragazzi che giungono in studio tristi, confusi, demotivati, a volte completamente bloccati.</p>



<p>Parallelamente a questi dati, occorre tenere in considerazione che l’avvento della pandemia potrebbe avere delle ripercussioni negative sulla salute mentale e sul benessere dei più giovani ancora per lungo tempo. Come riportato dall’articolo dell’Ansa: “secondo gli ultimi dati disponibili dell&#8217;Unicef, a livello globale, almeno 1 bambino su 7 è stato direttamente colpito dai lockdown, mentre più di 1,6 miliardi di bambini hanno perso parte della loro istruzione a causa delle chiusure delle scuole. L&#8217;interruzione della routine, dell&#8217;istruzione, delle attività ricreative, così come la preoccupazione per il reddito familiare e la salute, spiega il rapporto, rende molti giovani spaventati, arrabbiati e preoccupati per il loro futuro.”</p>



<p>Come dichiarato dal direttore generale dell&#8217;Unicef Henrietta Fore: &#8220;Sono stati 18 lunghi mesi per tutti noi, specialmente per i bambini. Con il lockdown a livello nazionale e le restrizioni di movimento legate alla pandemia, i bambini hanno trascorso anni indelebili della loro vita lontano dalla famiglia, dagli amici, dalle aule, dal gioco, elementi chiave dell&#8217;infanzia stessa&#8221;. Il direttore, inoltre, ha aggiunto: “L&#8217;impatto della pandemia sulla salute mentale è solo la punta dell&#8217;iceberg. Anche prima della pandemia troppi bambini erano gravati dal peso di problemi non affrontati di salute mentale&#8221;.</p>



<p>Come possiamo comportarci con le nuove generazioni che stanno sperimentando queste difficoltà?</p>



<p>Qualsiasi sia il nostro ruolo, poniamoci in modo attivo nei confronti di bambini e ragazzi:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li>Ascoltiamoli senza svalutare o ridicolizzare ciò che hanno da dirci;</li><li>Osserviamo i segnali che ci inviano, non solo quelli verbali ma anche corporei che possono manifestarsi attraverso sintomi fisici (mal di testa, mal di pancia, malessere diffuso e frequente, ecc.);</li><li>Validiamo le loro emozioni evitando paragoni inutili o frasi di circostanza del tipo “c’è chi sta peggio di te”, “passerà”, “non sono questi i problemi della vita”, ecc.;</li><li>Diventiamo più consapevoli delle nostre emozioni e delle nostre azioni, poiché queste influenzano inevitabilmente la vita dei più giovani, accrescendo l’ansia e le paure.</li><li>Se notiamo comportamenti insoliti da parte dei nostri figli o un disagio marcato, contattiamo un esperto per richiedere una consulenza. Non sottovalutiamo le conseguenze negative di stress, ansia e paure accumulati.</li></ol><p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2021/10/06/rapporto-unicef-piu-di-1-adolescente-su-7-convive-con-un-disturbo-mentale-cosa-fare-per-sostenere-i-piu-giovani/">Rapporto Unicef: più di 1 adolescente su 7 convive con un disturbo mentale. Cosa fare per sostenere i più giovani?</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>&#8220;Languishing&#8221;: il torpore emotivo da Covid e come affrontarlo</title>
		<link>https://francescainnangi.it/2021/05/31/languishing-il-torpore-emotivo-da-covid-e-come-affrontarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Innangi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 12:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’avvento della pandemia e la sua evoluzione nel tempo hanno messo a dura prova le nostre esistenze, con un impatto tanto improvviso quanto doloroso, tanto da sconvolgere tutti gli aspetti della nostra vita. Ci siamo trovati costretti a modificare repentinamente [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2021/05/31/languishing-il-torpore-emotivo-da-covid-e-come-affrontarlo/">“Languishing”: il torpore emotivo da Covid e come affrontarlo</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’avvento della pandemia e la sua evoluzione nel tempo hanno messo a dura prova le nostre esistenze, con un impatto tanto improvviso quanto doloroso, tanto da sconvolgere tutti gli aspetti della nostra vita.</p>



<p>Ci siamo trovati costretti a modificare repentinamente le nostre abitudini, accettando nostro malgrado numerose restrizioni che hanno ridotto di gran lunga le solite attività, dal prendere un semplice caffè al viaggiare fino all’altro capo del mondo.</p>



<p>Con l’arrivo della primavera e dei vaccini iniziamo a intravedere degli spiragli di “normalità”, auspicando a un prossimo ritorno alle nostre vite così com’erano prima. Ma sarà davvero così? Cosa ci attende aldilà del tramonto pandemico?</p>



<p>In una parte della popolazione, secondo Corey Keyes, sociologo e psicologo, sembra permanere una sensazione inspiegabile, caratterizzata da assenza di benessere, che prende il nome di “languishing”.</p>



<p>Questo “languire” si configura come uno stato di vuoto e di stagnazione, collocandosi a metà tra il benessere e la patologia. Pur non indicando un disturbo psicologico, esso risulta tipico di chi mostra bassi livelli di interesse.</p>



<p>Languishing è un termine inglese adottato dal sociologo e psicologo Corey Keyes, il quale ha condotto uno studio empirico coinvolgendo più di tremila adulti tra i 25 e i 74 anni, rilevando come il 12,1 % del campione della ricerca presentasse il “languishing”. Queste persone non manifestavano nessun disagio psichico specifico ma, nonostante l’assenza di disturbi, non stavano comunque “fiorendo” e prosperando.</p>



<p>L’avvento della pandemia ha fatto si che sperimentassimo la perdita da diversi punti di vista, costringendoci a metterci in una sorta di “stand-by”, fino a raggiungere una condizione di stallo caratterizzato da indifferenza e rassegnazione, che rappresentano terreno fertile per l’insorgenza del “languishing” (Pope, 2021). Adam Grant, psicologo statunitense, ha identificato quest’ultima come l’emozione che dominerà in modo prevalente il 2021 e che si manifesta come mancanza di gioia e di scopi. Come afferma Grant: “è come confondersi tra i giorni, come osservare le nostre vite attraverso un vetro appannato. Non siamo depressi ma, al tempo stesso, non stiamo funzionando al massimo delle nostre potenzialità. Ciò avviene perché stiamo sperimentando ormai da molti mesi l’assenza di una serie di aspetti positivi: programmazione di obiettivi, raggiungimento di soddisfazioni, socializzazione e interesse per la vita”.</p>



<p>Ne conseguono difficoltà di concentrazione e ridotta motivazione, che influenzano negativamente il rendimento scolastico e/o lavorativo e le relazioni sociali.</p>



<p>Coloro che risultano più competenti nella gestione dello stress sono meno inclini a sviluppare questa emozione, poiché si mostrano più resilienti e si lasciano sopraffare meno dagli eventi. Al contrario, le persone geneticamente predisposte a condizioni psichiatriche o che presentano una storia di ansia o depressione hanno maggiori probabilità di soffrire di “languishing”, così come i soggetti estroversi, i quali si sentiranno più frustrati a causa della forte limitazione delle occasioni di socializzazione (Gillespie, 2021).</p>



<p>Questo stato di stagnazione è piuttosto subdolo e non semplice da identificare, benché faccia soffrire abbastanza e sia spesso vissuto come un vuoto difficile da colmare. Lo stesso Grant offre dei consigli per per affrontare il senso di vuoto del “languishing”:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>dai un nome alle sensazioni percepite: aiuta a prendere coscienza del problema e a rendere più chiara una condizione inizialmente ambigua e confusa;</li><li>ricordati che non sei solo: il languishing è uno stato d’animo comune e sono molte le persone in tutto il mondo che stanno provando questa emozione;</li><li>focalizzati su piccoli obiettivi giornalieri: è un modo per “rinnovare” l’entusiasmo partendo da piccoli passi;</li><li>segui il “flow”, cioè quello stato di piacevole abbandono che fa perdere temporaneamente la cognizione del tempo e dello spazio e che si prova quando si viene “assorbiti” da qualcosa. Lasciarsi andare e immergersi nella realizzazione di progetti personali che ci gratificano “accende” la motivazione e contrasta il senso di vuoto, con conseguente innalzamento dei livelli di benessere percepito. Alcuni esempi prevedono portare a termine un lavoro o dedicarsi ad un hobby.</li></ul>



<p>Aldilà del fatto che non sia tuttora possibile prevedere se il “languishing” potrà evolvere in futuro in un vero e proprio disturbo psicologico, questo è un fenomeno dilagante che non va sottovalutato. Riconoscere che molti di noi vivono uno stato di languore è il primo passo per dare voce a questo quieto malessere e intraprendere un percorso per uscire dal disagio. La speranza è che “quando torneremo a una certa normalità, le persone potranno rinnovare il loro apprezzamento per la vita, in quanto ha doni sorprendenti che ci permettono di prosperare se siamo disposti a prenderli” (Pope, 2021).</p><p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2021/05/31/languishing-il-torpore-emotivo-da-covid-e-come-affrontarlo/">“Languishing”: il torpore emotivo da Covid e come affrontarlo</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cuori solitari e menti in fuga: pensieri e aspettative dei ragazzi ai tempi del covid</title>
		<link>https://francescainnangi.it/2021/02/18/cuori-solitari-e-menti-in-fuga-pensieri-e-aspettative-dei-ragazzi-ai-tempi-del-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Innangi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 09:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una recente indagine condotta da IPSOS per “Save the Children”, ha analizzato opinioni, stati d’animo e aspettative di oltre due milioni e mezzo di studenti tra i 14 e i 18 anni. In questo periodo storico di profonda incertezza e [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2021/02/18/cuori-solitari-e-menti-in-fuga-pensieri-e-aspettative-dei-ragazzi-ai-tempi-del-covid/">Cuori solitari e menti in fuga: pensieri e aspettative dei ragazzi ai tempi del covid</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una recente indagine condotta da IPSOS per “Save the Children”, ha analizzato opinioni, stati d’animo e aspettative di oltre due milioni e mezzo di studenti tra i 14 e i 18 anni.</p>



<p>In questo periodo storico di profonda incertezza e grande confusione, dove bambini e ragazzi hanno dovuto adattarsi rapidamente ai repentini cambiamenti imposti dalle varie zone rosse, arancioni e gialle, viene fuori un quadro critico che accende un campanello d’allarme rispetto al rischio di dispersione scolastica.</p>



<p>Come cita l’articolo: <em>“Dai dati raccolti, si stima infatti che circa&nbsp;34mila studenti delle scuole superiori, a causa delle assenze prolungate, rischiano di alimentare il fenomeno dell’abbandono scolastico.&nbsp;Con l’impoverimento delle famiglie, poi, per molti lasciare la scuola significa divenire facile preda di sfruttamento lavorativo”.</em></p>



<p>Il primo lockdown, dove la didattica online si è mossa a singhiozzo, e il nuovo anno scolastico, durante il quale si stanno alternando periodi di chiusura misti a giorni in presenza e alla DAD, rischiano di condizionare negativamente la motivazione dei ragazzi e il loro atteggiamento nei confronti dell’apprendimento.</p>



<p>Come riporta l’articolo: <em>“Il 28% degli intervistati afferma che dal lockdown di primavera&nbsp;c’è almeno un proprio compagno di classe che ha smesso completamente di frequentare le lezioni.&nbsp;Il 7% afferma che i compagni di scuola “dispersi” a partire dal lockdown sono tre o più di tre.</em></p>



<p><em>Il 35% ritiene che la propria&nbsp;preparazione scolastica&nbsp;sia&nbsp;peggiorata.<br>Uno su 4 deve recuperare diverse materie.</em></p>



<p><em>Per il 38% degli adolescenti la&nbsp;didattica a distanza&nbsp;è&nbsp;un’esperienza negativa.&nbsp;In generale la&nbsp;principale difficoltà&nbsp;è rappresentata dalla&nbsp;fatica a concentrarsi&nbsp;per seguire le lezioni online&nbsp;e&nbsp;dai&nbsp;problemi tecnici dovuti alla connessione&nbsp;internet/copertura di rete propria o dei docenti. Guardando alle dotazioni dei ragazzi, quasi il 18% dichiara di aver a disposizione un dispositivo condiviso con altri e l’8% si trova a frequentare le lezioni in una stanza con altre persone”.</em></p>



<p>Più di 3 ragazzi su 10, in sintesi, ritiene di non essere sufficientemente preparato, di vivere in modo negativo la didattica a distanza e di far molta fatica a concentrarsi per seguire le lezioni, anche a causa di problemi di ordine tecnico e/o organizzativo. Questi sono aspetti che tornano in modo ricorsivo anche nell’esperienza clinica personale, dove una percentuale crescente di bambini e ragazzi, oltre all’insoddisfazione, soffrono queste modalità e percepiscono in modo amplificato l’incertezza. E questo vale, a maggior ragione, per tutti quegli studenti che hanno difficoltà e/o disturbi specifici di apprendimento, così come per tutti i bambini e ragazzi che si trovano al temine di un ciclo di studi e che dovranno affrontare l’esame finale, per poi ripartire con un nuovo ciclo scolastico.</p>



<p>Correlato alla scuola, un altro aspetto fondamentale (e spesso messo in secondo piano) è quello sociale. Dall’indagine IPSOS, per il 46% degli adolescenti<em> quello passato è stato un “anno sprecato”. L’85% dei ragazzi intervistati afferma di aver capito quanto sia&nbsp;importante uscire con gli amici,&nbsp;andare fuori e relazionarsi “in presenza”.</em></p>



<p>In un periodo di ridefinizione e di scoperta com’è quello adolescenziale, i ragazzi stanno sperimentando in modo cronico alcune privazioni, come quella di non potersi relazionare liberamente con amici e compagni di scuola e come quella di non riuscire a viversi esperienze sentimentali.</p>



<p>Per quanto riguarda i sentimenti e le aspettative dei giovani intervistati: <em>“il 65% è convinto di star pagando in prima persona per l’incapacità degli adulti di gestire la pandemia,&nbsp;mentre il 42% ritiene&nbsp;ingiusto che agli adulti sia permesso di andare al lavoro, mentre ai giovani non è permesso di andare a scuola”.</em></p>



<p><em>Stanchezza, incertezza e preoccupazione&nbsp;sono&nbsp;i principali stati d’animo&nbsp;che ragazze e ragazzi hanno dichiarato di vivere in questo periodo. E guardando al futuro, solo il 26% pensa che “tornerà tutto come prima” e la stessa percentuale ritiene che “continueremo ad avere paura”, mentre il 43% ritiene che anche dopo il vaccino, “staremo insieme in modo diverso, più on line”.</em></p>



<p>In quanto adulti siamo un importante punto di riferimento per i nostri ragazzi e abbiamo il dover di sostenerli e supportarli, anche e soprattutto in questo momento storico così delicato, durante il quale sono stati rimessi in discussione anche valori fondamentali quali la libertà e le relazioni. Scegliamo di ascoltare bambini e ragazzi, qualunque sia il nostro ruolo e decidiamo di agire in modo consono ai loro bisogni, non precludendo alcuna possibilità di apprendimento e di formazione. Anche se mediante un canale virtuale, possiamo optare per un sostegno reale, fatto di ascolto, di comprensione e di partecipazione attiva.</p><p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2021/02/18/cuori-solitari-e-menti-in-fuga-pensieri-e-aspettative-dei-ragazzi-ai-tempi-del-covid/">Cuori solitari e menti in fuga: pensieri e aspettative dei ragazzi ai tempi del covid</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Smartphone al tempo del Covid-19: quali rischi per gli adolescenti?</title>
		<link>https://francescainnangi.it/2020/10/30/smartphone-al-tempo-del-covid-19-quali-rischi-per-gli-adolescenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Innangi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 15:19:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La seconda ondata legata al diffondersi del coronavirus e il rischio di un altro lockdown stanno nuovamente comportando una limitazione delle attività “extra-domestiche”. Non è possibile praticare la maggior parte delle attività sportive, così come non si può andare al [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2020/10/30/smartphone-al-tempo-del-covid-19-quali-rischi-per-gli-adolescenti/">Smartphone al tempo del Covid-19: quali rischi per gli adolescenti?</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La seconda ondata legata al diffondersi del coronavirus e il rischio di un altro lockdown stanno nuovamente comportando una limitazione delle attività “extra-domestiche”.</p>



<p>Non è possibile praticare la maggior parte delle attività sportive, così come non si può andare al cinema o a teatro e tutti i locali chiudono dopo le 18. Ci ritroviamo a passare la maggior parte del tempo a lavoro e a casa. E come noi, anche i nostri figli stanno subendo un restringimento delle attività extra-scolastiche, con risvolti negativi dal punto di vista socio-relazionale e non solo. Se pensiamo agli studenti delle superiori, dover svolgere le lezioni a distanza contribuisce al venir meno di tutte quelle routine legate al poter frequentare la scuola in presenza (prendere un autobus, piuttosto che incontrare i propri compagni, ecc.).</p>



<p>E come passano i ragazzi (e non solo) la maggior parte del loro tempo? Probabilmente davanti a uno schermo.</p>



<p>In Italia l&#8217;85% degli adolescenti tra 11 e 17 anni usa quotidianamente lo smartphone e il 72% naviga su internet tutti i giorni. È la prima cosa che viene controllata al risveglio, così come l’ultima prima di addormentarsi. In media, i ragazzi trascorrono dalle 3 alle 6 ore al giorno con il telefono, senza considerare le ore di didattica a distanza (fonte: Ospedale pediatrico Bambin Gesù, 2020).</p>



<p>Cosa succede se chiediamo ai nostri ragazzi di stare per qualche ora senza smartphone?</p>



<p>Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista BMC Psychiatry (2019), un adolescente su quattro va nel panico se gli viene negato lo smartphone. Dallo studio emerge anche che l&#8217;uso eccessivo e disfunzionale di questi dispositivi è correlato a un maggior rischio di ansia e depressione. Esaminando 41 ricerche in materia, a cui hanno partecipato un totale di 41.000 ragazzi, si evince che il 23% degli adolescenti presenta un comportamento dipendente: si sente in ansia per il fatto di non poter usare il telefono, non è capace di moderare il tempo trascorso davanti al telefono e lo usa così tanto da limitare il tempo dedicato ad altre attività. Questa dipendenza, infine, si collega ad altri problemi di salute, come stress, depressione, mancanza di sonno e risultati scolastici ridotti.</p>



<p>Ma vediamo più nel dettaglio quali sono i rischi di un utilizzo eccessivo e inappropriato di questi dispositivi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>La possibilità di accedere allo smartphone in qualsiasi momento e da qualunque posto può favorire i comportamenti di DIPENDENZA, la quale si manifesta con isolamento, perdita di controllo, sbalzi d’umore, ansia e depressione;</li><li>Il web corre il rischio di trasformarsi in un “posto sicuro”, soprattutto per i ragazzi più riservati e con difficoltà a relazionarsi con i pari. L&#8217;ISOLAMENTO, in alcune circostanze, può diventare una malattia, come nel caso del fenomeno “Hikikomori”, che espone al rischio di sviluppare malattie psichiatriche. Questo fenomeno, in Italia, riguarda soprattutto i giovani dai 14 ai 30 anni, soprattutto maschi, che trascorrono su internet oltre 12 ore al giorno;</li><li>L&#8217;uso del cellulare prima di dormire ha un impatto negativo sul ritmo circadiano del SONNO perché causa eccitazione e difficoltà ad addormentarsi. Una scarsa qualità del sonno favorisce stanchezza, depressione, abuso di alcool, disturbi ossessivo-compulsivi, abuso di sostanze e risultati scolastici scadenti;</li><li>L’utilizzo disfunzionale del telefono può avere risvolti negativi per quanto riguarda l’APPRENDIMENTO, con minore concentrazione, aumentata distraibilità e, di conseguenza, peggioramento dei risultati scolastici;</li><li>Molti adulti utilizzano in modo improprio il telefono, come, ad esempio, quando guidano mentre mandano messaggi. Allo stesso modo i ragazzi potrebbero rischiare INCIDENTI a causa di queste azioni pericolose;</li><li>L’utilizzo prolungato dello smartphone può provocare DIFFICOLTA’ VISIVE (secchezza oculare, fatica, abbagliamento, irritazione).</li></ul>



<p>COSA POSSONO FARE I GENITORI PER EVITARE QUESTI RISCHI?</p>



<p>Innanzitutto, è fondamentale un lavoro di PREVENZIONE, basato sul sostegno genitoriale e sull’educazione affettiva. Costruire una solida relazione genitore-figlio riduce il rischio di dipendenza, così come il grado di ansia sociale, spesso presente negli adolescenti.</p>



<p>Ancor prima del periodo adolescenziale, è necessario stabilire delle REGOLE e tenere sotto CONTROLLO l’utilizzo dei dispositivi mobili. I ragazzi, in tal modo, saranno maggiormente disponibili ad accettare un confronto condiviso, evitando di rifiutare eventuali controlli da parte dei genitori.</p>



<p>Bambini e ragazzi sono nativi digitali e, inevitabilmente avranno a che fare con il mondo del web. Come genitori possiamo fare la differenza promuovendo il DIALOGO, l’ASCOLTO e favorendo il rispetto e la condivisione di regole e principi.</p>



<p>L’EDUCAZIONE EMOTIVA è condizione necessaria e basilare affinché i figli possano fidarsi e affidarsi ai genitori, i quali potranno sia mostrare i lati positivi della tecnologia sia porre attenzione ai contenuti che vengono letti e/o pubblicati. Oltre a fare in modo che la privacy venga rispettata, i genitori, per tutelare il benessere psicofisico dei propri ragazzi, hanno il compito delicato di mostrare luci e ombre del mondo virtuale. Un mondo che può dare l’opportunità ai giovani di comunicare e di interagire, sentendosi più autonomi, adeguati ed efficaci. Un mondo che, però, richiede massima attenzione rispetto ai contenuti e al modo in cui vengono compresi e “metabolizzati” dai nostri figli.</p><p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2020/10/30/smartphone-al-tempo-del-covid-19-quali-rischi-per-gli-adolescenti/">Smartphone al tempo del Covid-19: quali rischi per gli adolescenti?</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cosa fare quando suona il &#8220;campanello d&#8217;allarme&#8221;: 3 passi per promuovere la salute psicologica</title>
		<link>https://francescainnangi.it/2020/08/11/cosa-fare-quando-suona-il-campanello-dallarme-3-passi-per-promuovere-la-salute-psicologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Innangi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2020 12:09:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://francescainnangi.it/?p=8433</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ti andrebbe di fare un breve esercizio. Basta che tu risponda a queste semplici domande. Quant&#8217;è importante per te la salute psicologica? Se potessi dare un voto da 1 a 10 quale daresti?E, invece, se ti chiedessi di dare un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ti andrebbe di fare un breve esercizio. Basta che tu risponda a queste semplici domande.</p>



<p>Quant&#8217;è importante per te la salute psicologica? Se potessi dare un voto da 1 a 10 quale daresti?<br>E, invece, se ti chiedessi di dare un voto da 1 a 10 rispetto al tempo che hai fattivamente dedicato al tuo benessere psicofisico nelle ultime settimane, quale sarebbe?<br>Osservando i due punteggi, cosa noti?<br>Se il secondo punteggio è inferiore al primo, è probabile che in quest&#8217;ultimo periodo tu stia facendo abbastanza fatica nel trovare del tempo per te.</p>



<p>Nella frenesia quotidiana, spesso, siamo così presi dal lavoro, dagli impegni e dalle routine famigliari che non siamo in grado di ritagliarci uno spazio nostro. Tendiamo a mettere in secondo piano alcune attività piacevoli, così come la cura del nostro corpo e della nostra mente ritenendoli secondari o, ancor peggio, non degni di importanza tanto quanto altri aspetti ritenuti maggiormente &#8220;pragmatici&#8221;.</p>



<p>E anche quando viviamo dei periodi stressanti e percepiamo in maniera più intensa ansie e preoccupazioni, facciamo fatica a cogliere alcuni &#8220;campanelli d&#8217;allarme&#8221; che il nostro corpo ci invia. Non è raro che tendiamo a sminuire alcuni sintomi e sensazioni fisiche sgradevoli, evitando di entrare in contatto con essi. E proprio questa &#8220;fuga&#8221; da ciò che ci fa soffrire sembra essere efficace sul momento, alleviando per un po&#8217; il nostro dolore. A distanza di tempo, però, se non adeguatamente elaborate, quelle sensazioni rischiano di amplificarsi e di farci sperimentare un maggio livello di ansia e di malessere al quale non riusciamo a dare un nome e, a volta, una spiegazione.</p>



<p>Cosa possiamo fare per promuovere la nostra salute psicologica?</p>



<p>1- Rispondi al &#8220;campanello d&#8217;allarme&#8221;. Cosa fai se suonano al campanello di casa tua? Con molta probabilità ti affaccerai per vedere chi ti sta cercando. Quando, però, il campanello d&#8217;allarme è conseguenza di tensione interna, di stress e di catene di pensieri ed emozioni, preferiamo non dargli ascolto, trovando rifugio nella convinzione che non dandogli retta, tutte le sensazioni, i pensieri e le emozioni negative andranno via spontaneamente. Piuttosto che evitare, amplificando in tal modo il nostro malessere, possiamo decidere di &#8220;aprire la porta&#8221; alle emozioni dolorose e alle sensazioni sgradevoli, provando a capire perché sono arrivate e cosa vogliono comunicarci.</p>



<p>2- Falli entrare. Il dolore, la tristezza, la rabbia, l&#8217;ansia e i pensieri negativi sono &#8220;ospiti&#8221; scomodi dei quali faremmo volentieri a meno. Decidere di farli entrare potrebbe essere considerata un&#8217;idea malsana, fonte di ulteriore stress. Siamo culturalmente abituati ad aspettarci solo il meglio dalla vita e abbiamo appreso nel tempo a ricercare in qualsiasi modo la felicità &#8220;eterna&#8221;. Nella realtà di tutti i giorni sappiamo altrettanto bene che questo non è possibile e che i numerosi imprevisti che spuntano fuori sono altrettanto inevitabili. Prendere consapevolezza che ogni luce ha le sue ombre e che, sia i momenti di gioia che quelli di tristezza esistono e sono transitori, potrà aiutarci a farceli vivere per ciò che sono: momenti che vale la pena assaporare nella propria interezza e che possono insegnarci qualcosa.</p>



<p>3- Agisci secondo i tuoi valori. Il fatalismo ci porta a ritenere che certe cose siano avvenute e continuino ad accadere aldilà della nostra volontà, intrappolandoci nella convinzione di dover accettare passivamente quello che le situazioni di vita ci propongono. Sebbene alcuni eventi siano fuori dal nostro controllo (così come il comportamento altrui), è bene ricordare a se stessi che il nostro modo di agire è sempre e comunque sotto il nostro volere e che, di fronte a qualsivoglia situazione, possiamo decidere di agire in un modo piuttosto che in un altro, tenendo bene a mente quali sono i nostri di valori di riferimento, cioè cosa conta davvero per noi. Piccole azioni che siano in linea con i nostri valori ci faranno assaporare il gusto di una vita gratificante, che è importante vivere in modo pieno momento dopo momento.</p><p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2020/08/11/cosa-fare-quando-suona-il-campanello-dallarme-3-passi-per-promuovere-la-salute-psicologica/">Cosa fare quando suona il “campanello d’allarme”: 3 passi per promuovere la salute psicologica</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Essere &#8220;qui e ora&#8221;: 5 strategie per promuovere la connessione con il momento presente</title>
		<link>https://francescainnangi.it/2020/07/07/essere-qui-e-ora-5-strategie-per-promuovere-la-connessione-con-il-momento-presente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Innangi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 13:04:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’articolo precedente ti ho parlato di come sia facile distrarsi e di quanto sia frequente che la nostra mente inizi a vagare tra i ricordi del passato e le preoccupazioni per quel che sarà. I pensieri legati agli impegni, i [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2020/07/07/essere-qui-e-ora-5-strategie-per-promuovere-la-connessione-con-il-momento-presente/">Essere “qui e ora”: 5 strategie per promuovere la connessione con il momento presente</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’articolo precedente ti ho parlato di come sia facile
distrarsi e di quanto sia frequente che la nostra mente inizi a vagare tra i
ricordi del passato e le preoccupazioni per quel che sarà. I pensieri legati
agli impegni, i problemi legati alla quotidianità, l’ansia e la sofferenza per
alcune cose che ci accadono o che immaginiamo possano succedere non fanno altro
che incentivare la “mente vagabonda”, allontanandoci dall’unico momento che
possiamo vivere realmente: il presente.</p>



<p>Così come l’allenamento fisico eseguito con regolarità ci
aiuta a mantenere in forma il nostro corpo, anche per la pratica della
consapevolezza l’esercizio è essenziale. Con maggiore regolarità faremo
pratica, più flessibile diventerà la nostra attenzione, anche nei momenti più
duri.</p>



<p>Si, perché è proprio in questi momenti che risulta più
difficile restare presenti. È proprio in questo momento che si fa più forte il
desiderio di fuggire da quello che ci fa soffrire. Allenarsi quotidianamente
alla pratica meditativa è come avere uno zaino pieno di strumenti utili a
fronteggiare gli itinerari più irti e tortuosi, in qualsiasi condizione
atmosferica.</p>



<p>Come possiamo allenarci alla consapevolezza e vivere in modo
soddisfacente il presente?</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Allena
la “mente del principiante”, cioè prova a osservare le cose come se
fosse la prima volta che le vedi. Con un atteggiamento disponibile, curioso e
gentile. Guarda alle tue esperienze, a quello che succede dentro e fuori da te
come se fossi un bambino alla scoperta del mondo. Fallo senza dare giudizi,
senza criticare, ma semplicemente notando l’esperienza;</li><li>Riconnettiti
ai cinque sensi: presta attenzione ai suoni mentre passeggi lungo un
viale, percorri a piedi un tragitto che di solito fai in auto o, ancora,
esplora un oggetto conosciuto tenendo gli occhi chiusi. In queste e in molte
altre esperienze, tatto, gusto, udito, vista e olfatto sono come ancore in
grado di riportarci nel momento attuale. Potresti rimanere piacevolmente
colpito da piccoli dettagli che non avevi notato in precedenza;</li><li>Presta
attenzione ai piccoli piaceri della giornata: l’abbraccio di una persona
cara, il bacio del tuo bambino, un caffè caldo al risveglio, un messaggio
inaspettato, un grazie sentito, una passeggiata, la condivisione di un momento…</li><li>Ritagliati
uno spazio per svolgere piccole attività che ti fanno sentire bene:
suonare il tuo strumento preferito, leggere un libro, fare sport, viaggiare,
prenderti cura di te, guardare un film o ascoltare della musica, prendere il
caffè con un amico;</li><li>Esercita con regolarità le tue abilità di mindfulness.
Attraverso dei semplici esercizi svolti quotidianamente potrai allenare la tua
attenzione in modo da renderla più flessibile e focalizzata. La pratica
mindfulness richiede impegno e costanza e può essere svolta ovunque ti trovi e
in qualsiasi momento, con benefici a lungo termine. Questa esperienza ci
aiuterà a diventare più consapevoli di quando la mente inizia a vagare e, come
un’ancora, ci aiuterà a riportare la nostra attenzione sul momento presente,
osservando i pensieri, le emozioni e le sensazioni per ciò che sono, senza dare
giudizi.</li></ol>



<p>Connettersi al momento presente significare notare il
proprio mondo interiore, percepire con accuratezza i segnali che il nostro
corpo ci invia, essere pienamente consapevoli del nostro agire e delle
conseguenze che questi comportamenti possono avere su noi stessi e sull’altro.
Si tratta di notare le proprie esperienze, il modo nel quale reagiamo agli
stimoli esterni. Vuol dire disattivare intenzionalmente il pilota automatico
quando emergono emozioni che richiedono di essere accolte ed elaborate in modo
consapevole o, ancora, quando ci accorgiamo che la nostra mente inizia a fare
zapping tra i canali del passato e del futuro.</p>



<p>Se vuoi saperne di più su come coltivare il momento presente
attraverso la pratica mindfulness, contattami per ulteriori informazioni.</p><p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2020/07/07/essere-qui-e-ora-5-strategie-per-promuovere-la-connessione-con-il-momento-presente/">Essere “qui e ora”: 5 strategie per promuovere la connessione con il momento presente</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La  mente vagabonda:  come districarsi tra i ricordi del passato e le ansie per quel che accadrà</title>
		<link>https://francescainnangi.it/2020/06/26/la-mente-vagabonda-come-districarsi-tra-i-ricordi-del-passato-e-le-ansie-per-quel-che-accadra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Innangi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2020 10:03:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se ti appresti a leggere questo articolo, con molta probabilità anche la tua mente ogni tanto inizia a vagare, facendo giri immensi e arrivando a perdersi per le migliaia di strade che i pensieri percorrono. Andare in giro senza meta [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2020/06/26/la-mente-vagabonda-come-districarsi-tra-i-ricordi-del-passato-e-le-ansie-per-quel-che-accadra/">La  mente vagabonda:  come districarsi tra i ricordi del passato e le ansie per quel che accadrà</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se ti appresti a leggere questo articolo, con molta probabilità anche la tua mente ogni tanto inizia a vagare, facendo giri immensi e arrivando a perdersi per le migliaia di strade che i pensieri percorrono. Andare in giro senza meta può farci sentire confusi, allontanarci dai nostri obiettivi e, spesso, anche da quello che stiamo facendo in quel momento, come quando guidi l&#8217;auto fino a destinazione senza nemmeno ricordare il tragitto che hai appena compiuto.</p>



<p>Per fare un po&#8217; di chiarezza, ti andrebbe di iniziare con un piccolo questionario?</p>



<p> Per ciascuna affermazione potrai dare un punteggio su una scala da 1 (mi comporto quasi sempre così) fino a 6 (non mi comporto quasi mai così), indicando la frequenza con cui vivi ciascuna di queste esperienze. Ah! Ricorda di segnare su un foglio il punteggio per ciascuna affermazione!</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Mi
capita di provare un’emozione e di prenderne consapevolezza solo dopo un certo
tempo</li><li>Rompo
o rovescio cose perché sono distratto o perché penso ad altro</li><li>Ho
difficoltà a restare concentrato su ciò che accade nel presente</li><li>Tendo
a camminare velocemente per raggiungere la mia meta, senza prestare attenzione
a ciò che accade durante il tragitto</li><li>Tendo
a non accorgermi di sensazioni di tensione fisica o di malessere finché non
attirano veramente la mia attenzione</li><li>Dimentico
quasi subito il nome di una persona dopo averlo sentito la prima volta</li><li>Mi
sembra di funzionare in modalità automatica senza essere molto consapevole di
ciò che faccio</li><li>Faccio
le cose molto velocemente senza prestarvi veramente attenzione </li><li>Sono
talmente concentrato sullo scopo che perdo di vista ciò che sto facendo per
raggiungerlo</li><li>Eseguo
lavori o compiti in modo automatico, senza rendermi conto di ciò che sto
facendo</li><li>Mi
sorprendo ad ascoltare qualcuno con un orecchio mentre sto facendo
qualcos’altro</li><li>Mi
sposto in macchina con il pilota automatico e mi capita di essere stupito di
trovarmi in un certo posto</li><li>Mi
accorgo di essere preoccupato per il futuro o per il passato</li><li>Mi
capita di fare delle cose senza prestarvi attenzione</li><li>Sgranocchio
qualcosa senza rendermi conto che sto mangiando</li></ol>



<p>Fatto? Adesso somma i punti ottenuti e poi dividili per 9. </p>



<p>Il punteggio ottenuto sarà il punto di partenza per vedere quanto sei predisposti alla Mindfulness. Su una scala a 10 punti, più alto sarà il risultato, maggiore sarà la nostra predisposizione.</p>



<p>Se il punteggio ottenuto risulterà basso, non disperare: potrà essere un buon inizio per stimolare la tua consapevolezza e per favorire il cambiamento. Ricorda: “Anche un viaggio di mille miglia comincia con un singolo passo” (Lao Tzu)</p>



<p>Comportamenti
come quelli appena visti appartengono, in percentuale diversa, a ogni essere
umano e, ognuno di noi, nel corso della propria esistenza sperimenta
l’alternarsi di periodi durante i quali è più connesso con se stesso e con il
mondo circostante e di momenti in cui si sente completamente estraniato, come
in un’altra dimensione spazio-temporale.</p>



<p>È capitato e
capita frequentemente di essere presenti con il corpo, ma con la testa altrove,
presi dai mille impegni, dalla frenesia della routine… intrappolati nei ricordi
del passato oppure preoccupati per quello che verrà. È una cosa normale e
capita molte volte nel corso della giornata.</p>



<p>Se ti va, prova tornare con la mente a quando hai imparato a pedalare, oppure a guidare o a suonare uno strumento musicale. In qualsiasi caso, tutte le tue energie erano concentrate nel riprodurre alla lettera ogni singolo movimento e, anche la più piccola interferenza, ti faceva perdere il filo e andare nel pallone. Grazie ai processi cognitivi e all’apprendimento, siamo stati in grado di automatizzare progressivamente queste performance, interiorizzando il procedimento, con un notevole risparmio di energie. A distanza di anni, guidiamo l’auto mentre parliamo con il passeggero a fianco, pedaliamo mentre ascoltiamo la nostra musica preferita, suoniamo uno strumento con disinvoltura.</p>



<p>Insomma,
siamo capaci di svolgere tantissime azioni senza prestare attenzione a quello
che stiamo facendo. La possibilità di inserire il pilota automatico, se da un
lato, può tornarci davvero utile, dall’altro limita la nostra consapevolezza e
il contatto con il momento presente.</p>



<p>La routine
quotidiana, i tanti impegni, lo stress tendono ad attivare il pilota
automatico, portandoci a compiere le stesse scelte a prescindere che queste
risultino efficaci oppure no. Alla lunga questa attitudine ci porta a non
essere in grado di separare un evento dalle reazioni emotive e comportamentali,
lasciandoci in balia dell’idea che non ci siano alternative valide a come
abbiamo sempre reagito o a come ci comportiamo solitamente.</p>



<p>Siamo soliti
tornare indietro, ripensando a momenti trascorsi o nell’essere trasportati
verso quello che ci riserverà il futuro. </p>



<p>Però, restare
intrappolati in ricordi dolorosi legati al passato oppure essere costantemente
preoccupati per quello che potrebbe capitare ci allontana dall’esperienza del
qui e ora, amplificando le sensazioni di inadeguatezza, di incapacità e di
impotenza. </p>



<p>È come se la
nostra mente si trasformasse nel telecomando della nostra tv, iniziando a fare
zapping senza riuscire a controllarlo, sintonizzandosi per gran parte del tempo
sui canali del passato, dove puoi vedere te stesso rimuginare su ciò che è
andato storto, sugli errori commessi, sulle scelte sbagliate, sui fallimenti e
su tutto quello che è andato male o che avresti potuto fare ma non hai fatto. E
ancora la mente si sintonizza sulle trasmissioni che mostrano un futuro
incerto, pieno di eventi non ancora accaduti, costellato di preoccupazione
inerenti la nostra vita e quella dei nostri cari.</p>



<p>È davvero
difficile che tu possa apprezzare e godere appieno di quello che sta accadendo
in questo esatto momento se sei intrappolato in uno spazio temporalmente
diverso dal presente.</p>



<p>Cosa puoi
fare per diventare più consapevole di questi processi disfunzionali e per
aumentare il contatto con il momento presente?</p>



<p>La pratica Mindfulness, promuovendo un&#8217;attenzione flessibile, un atteggiamento di apertura e curiosità e stimolando la nostra consapevolezza, è essenziale per entrare in contatto con noi stessi e con l&#8217;ambiente esterno. Allenare le abilità di Mindfulness ci permetterà di assaporare il momento presente, imparando più cose su come ci sentiamo, su quello che pensiamo e sul modo in cui ci comportiamo, ampliando il ventaglio delle nostre azioni. Si tratta di intraprendere un nuovo stile di vita, il quale ci renderà più consapevoli dei momenti in cui la nostra mente inizia a vagare tra passato e futuro e aumenterà la nostra resilienza psicologica.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2020/06/26/la-mente-vagabonda-come-districarsi-tra-i-ricordi-del-passato-e-le-ansie-per-quel-che-accadra/">La  mente vagabonda:  come districarsi tra i ricordi del passato e le ansie per quel che accadrà</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dire &#8220;no&#8221; senza provare senso di colpa</title>
		<link>https://francescainnangi.it/2020/06/15/dire-no-senza-provare-senso-di-colpa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Innangi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 13:55:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://francescainnangi.it/?p=8418</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quanto è difficile dire un &#8220;No&#8221; senza sentirsi in colpa? Quante volte abbiamo acconsentito controvoglia alle richieste dell&#8217;altro? Quanto spesso è capitato di assecondare le scelte altrui per quieto vivere? Perché è così difficile esprimere la propria opinione se questa [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2020/06/15/dire-no-senza-provare-senso-di-colpa/">Dire “no” senza provare senso di colpa</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto è difficile dire un &#8220;No&#8221; senza sentirsi in colpa? Quante volte abbiamo acconsentito controvoglia alle richieste dell&#8217;altro? Quanto spesso è capitato di assecondare le scelte altrui per quieto vivere? </p>



<p>Perché è così difficile esprimere la propria opinione se questa contrasta con quella delle persone a cui teniamo? E per quale motivo continuiamo a fare ciò che gli altri ci chiedono nonostante non ne abbiamo voglia o non lo riteniamo giusto?</p>



<p>Comportarsi in modo passivo implica il fatto di accettare le scelte altrui, aderendo alle opinioni di quella persona o di quel gruppo anche quando non si è d&#8217;accordo. La persona passiva potrebbe celare il proprio modo di pensare per non rischiare di offendere l&#8217;altro e perdere così la sua amicizia. D&#8217;altra parte, però, prova elevati livelli di frustrazione e continua preoccupazione rispetto a quelle relazioni.</p>



<p>La persona aggressiva, invece, non ha problemi nel dire come la pensa, ma lo fa in modo piuttosto coercitivo, quasi obbligando l&#8217;interlocutore ad essere d&#8217;accordo. Con questo atteggiamento sarà probabile ottenere ciò che vuole, ma lo farà provocando reazioni di paura nell&#8217;altro, il quale si vedrà costretto e non libero di vivere quella relazione.</p>



<p>Dati questi due estremi, al centro del continuum si colloca la persona assertiva, la quale è in grado di far valere le proprie opinioni e i propri diritti nel rispetto di quelli altrui. L&#8217;assertivo comunica in modo diretto, sincero e gentile, mostrando una buona competenza sociale e scegliendo liberamente, senza condizionamenti. Non è raro che spesso ci si dimentichi di essere persone che hanno il diritto di scegliere, senza farsi influenzare dall&#8217;altro e dai giudizi. In realtà, noi siamo i padroni del nostro comportamento e possiamo lavorare per promuovere la consapevolezza che cambiando il comportamento si possono modificare paure e atteggiamenti sbagliati.</p>



<p>Stimolare un atteggiamento assertivo apporterà dei benefici alla nostra autostima e ci farà ottenere più risposte positive da parte degli altri.</p>



<p>Nel &#8220;Manuale di Assertività&#8221; del Professor Roberto Anchisi sono riportati i 10 diritti assertivi che ognuno di noi dovrebbe tenere bene a mente per agire in modo efficace nella vita di tutti i giorni. Vediamoli insieme:</p>



<p>1. Voi soli avete il diritto di giudicare il vostro comportamento, i vostri pensieri e le vostre emozioni, e di assumervene la responsabilità accettandone le conseguenze.</p>



<p>2. Voi avete il diritto di non giustificare il vostro comportamento, adducendo ragioni o scuse.</p>



<p>3. Voi avete il diritto di decidere se occuparvi dei problemi degli altri, se essere responsabili degli altri.</p>



<p>4. Voi avete il diritto di mutare parere e opinione […] di cambiare il vostro modo di pensare.</p>



<p>5. Voi avete il diritto di sbagliare, assumendovi la responsabilità delle eventuali conseguenze negative.</p>



<p>6. Voi avete il diritto di non farvi coinvolgere dalla benevolenza che gli altri vi mostrano quando vi chiedono qualcosa.</p>



<p>7. Voi avete il diritto di essere illogici nelle vostre scelte.</p>



<p>8. Voi avete il diritto di dire &#8220;non so&#8221; quando vi si chiede una competenza che non avete.</p>



<p>9. Voi avete il diritto di dire &#8220;non capisco&#8221; a chi non dice chiaramente che cosa si aspetta da voi.</p>



<p>10. Voi avete il diritto di dire &#8220;non mi interessa&#8221;, quando gli altri vi vogliono coinvolgere nelle loro iniziative.</p>



<p>Alla base di tutti, resta fermo il diritto di dire &#8220;no&#8221; senza sentirsi in colpa, di rispettare i propri sentimenti allo stesso modo di come rispettiamo quelli altrui, di non sentirsi costretti a fare qualcosa che non vogliamo pur continuare quel rapporto. Si tratta di rispettare se stessi e le proprie opinioni così come facciamo con l&#8217;altro.</p>



<p>Coltivare un atteggiamento assertivo implica delle abilità sociali che vanno stimolate e che ci porteranno a costruire relazioni più efficaci e gratificanti con l&#8217;altro.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2020/06/15/dire-no-senza-provare-senso-di-colpa/">Dire “no” senza provare senso di colpa</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;La profezia che si auto-avvera&#8221;</title>
		<link>https://francescainnangi.it/2020/06/04/la-profezia-che-si-auto-avvera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Innangi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2020 08:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://francescainnangi.it/?p=8414</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Mi sono svegliata di cattivo umore e credo fermamente che sarà una giornata terribile… così tanto da comportarmi in modo aggressivo con chiunque mi capiti a tiro oppure decidendo di non rivolgere parola a nessun essere vivente, rendendo la giornata [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2020/06/04/la-profezia-che-si-auto-avvera/">“La profezia che si auto-avvera”</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Mi sono svegliata di cattivo umore e credo fermamente
che sarà una giornata terribile… così tanto da comportarmi in modo aggressivo
con chiunque mi capiti a tiro oppure decidendo di non rivolgere parola a nessun
essere vivente, rendendo la giornata davvero pessima.”</p>



<p>“Credo che il mio partner mi stia mentendo e mi
comporto come se avessi la certezza assoluta che sia così, mettendo in atto
tutta una serie di azioni che portano a discutere e a litigare.”</p>



<p>“Sono talmente convinto che non sarò in grado di
parlare in pubblico che, seppur io abbia imparato tutto a memoria, sono agitato
a tal punto da non riuscire a esprimermi, restando di sasso davanti alla platea.”</p>



<p>Questi sono solo alcuni esempi di &#8220;profezia che
si auto-avvera”, ossia di quel meccanismo che incide in modo notevole sulla
visione che ognuno di noi ha di se stesso, del proprio modo di apparire e del
proprio mondo.<br>
<br>
</p>



<p>Convincersi che una determinata situazione andrà male
farà si che proprio noi saremo i primi a boicottarci, creando schemi rigidi e
stabili di comportamento che si ripeteranno nel tempo, confermando la nostra
visione delle cose.</p>



<p>Quante spesso ci sentiamo dei maghi? Quante volte ci
convinciamo che le cose andranno in un certo modo ed effettivamente il finale è
così come lo avevamo immaginato? Quanto sono frequenti frasi del tipo: “ecco,
lo sapevo!”, “te l’avevo detto io”, “ne ero sicuro”, “non avevo dubbi andasse a
finire così!”</p>



<p><br>
Se tendo a definire una certa situazione come pericolosa, paurosa, noiosa o
difficile, con elevata probabilità i miei pensieri, le sensazioni del mio corpo,
le emozioni e i miei comportamenti tenderanno a essere in linea con quelle
definizioni, innescando una serie di reazioni a catena che potrebbero condurmi
all’epilogo atteso fin dall’inizio.</p>



<p>Ponendoci da un punto di vista alternativo, potremmo notare
come, spesso, siamo proprio noi a mettere in moto questo circolo vizioso,
continuando a elicitare tutta una serie di azioni che porteranno al
concretizzarsi delle nostre ansie e delle nostre paure.</p>



<p>E, se da un lato questa cosa può spaventare, dall’altra
ci dimostra come ognuno di noi abbia la possibilità di interrompere questo
circolo, incentivando piccole azioni che siano in linea con i nostri obiettivi
e con i nostri valori.</p><p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2020/06/04/la-profezia-che-si-auto-avvera/">“La profezia che si auto-avvera”</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Esami 2020: cosa prevede l’ordinanza per gli studenti con DSA e BES?</title>
		<link>https://francescainnangi.it/2020/05/22/esami-2020-cosa-prevede-lordinanza-per-gli-studenti-con-dsa-e-bes/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Innangi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 13:13:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pochi giorni fa (il 16 maggio) il Ministero dell&#8217;Istruzione ha pubblicato le&#160;ordinanze per gli esami di fine primo ciclo e secondo ciclo. ESAME DI TERZA MEDIA L’esame verrà sostituito con una valutazione finale da parte del consiglio di classe, che [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2020/05/22/esami-2020-cosa-prevede-lordinanza-per-gli-studenti-con-dsa-e-bes/">Esami 2020: cosa prevede l’ordinanza per gli studenti con DSA e BES?</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa (il 16 maggio) il Ministero
dell&#8217;Istruzione ha pubblicato le&nbsp;ordinanze per gli esami di fine primo
ciclo e secondo ciclo.</p>



<p>ESAME DI TERZA MEDIA</p>



<p>L’esame verrà sostituito con una valutazione finale
da parte del consiglio di classe, che terrà conto dell’elaborato prodotto da
ciascun alunno davanti ai docenti del consiglio stesso, presentato in modalità
telematica o in altra modalità concordata, qualora se ne presentasse la
necessità.</p>



<p>L’elaborato consisterà in una sorta di tesina e
riguarderà una tematica “individuata per ciascun alunno”, tenendo conto delle
caratteristiche personali e dei livelli di competenza dell’alunno stesso;
inoltre consente l’impiego di conoscenze, abilità e competenze acquisite sia
nell’ambito del percorso di studi, sia in contesti di vita personale, in una
logica trasversale di integrazione tra discipline.</p>



<p>&#8220;L’elaborato consiste in un prodotto originale…
realizzato sotto forma di testo scritto, presentazione multimediale, mappa o
insieme di mappe, filmato, produzione artistica o tecnico pratica o strumentale
per gli alunni frequentanti i percorsi a indirizzo musicale.”</p>



<p>La presentazione orale dell’elaborato si dovrà
svolgere in videoconferenza o in idonea modalità telematica sincrona, entro la
data dello scrutinio finale&nbsp;e comunque non oltre il 30 di giugno.</p>



<p>In sede di scrutinio finale, il consiglio di classe
procede alla valutazione dell’anno scolastico degli alunni sulla base
dell’attività didattica effettivamente svolta, in presenza e a distanza. Le
valutazioni conseguite nelle singole discipline sono riportate nel verbale di
scrutinio e nel documento di valutazione.</p>



<p>Mentre l’elaborato prodotto dal ragazzo verrà
valutato dal consiglio di classe anche in riferimento alla presentazione, sulla
base della griglia di valutazione appositamente predisposta dal collegio dei
docenti, con votazione in decimi. Si ricorda che in sede di scrutinio finale il
consiglio di classe deve redigere anche il documento di certificazione delle
competenze.</p>



<p>Poche le precisazioni per gli alunni con disabilità
o con disturbi specifici dell’apprendimento.</p>



<p>L’art. 2 precisa solo che per&nbsp;questi studenti sia
l’assegnazione dell’elaborato sia la valutazione finale sono condotte sulla
base, rispettivamente, del piano educativo individuale (PEI) e del piano
didattico personalizzato (PDP).</p>



<p>Nell’articolo 5 dell’Ordinanza sulla valutazione si precisa che:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Per gli alunni con disabilità certificata ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, si procede alla valutazione sulla base del piano educativo individualizzato, come adattato sulla base delle disposizioni impartite per affrontare l’emergenza epidemiologica. </li><li>Per gli alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA) certificati ai sensi della legge 8 ottobre 2010, n. 170, la valutazione degli      apprendimenti è coerente con il piano didattico personalizzato.</li><li>Per gli alunni con bisogni educativi speciali non certificati, che siano stati destinatari di specifico piano didattico personalizzato, si applica quanto disposto al comma 2.</li><li>Il piano di apprendimento individualizzato, ove necessario, integra il piano didattico personalizzato per gli alunni di cui ai commi 2 e 3.”</li></ol>



<p>ESAME DI STATO</p>



<ul class="wp-block-list"><li>INIZIO COLLOQUI: mercoledì 17 giugno, in presenza (a condizione che la situazione epidemiologica lo consenta) seguendo i suggerimenti contenuti in un protocollo tecnico per garantirne lo svolgimento in sicurezza</li><li>DUARATA COMPLESSIVA DI CIASCUN COLLOQUIO: circa 60 minuti</li><li>CREDITO SCOLASTICO: fino a 60 punti</li><li>VALUTAZIONE DEL COLLOQUIO: fino a 40 punti</li><li>NESSUNO STUDENTE BOCCIATO, MA VOTI DIFFERENZIATI</li></ul>



<p>Nell&#8217;aula dove si terrà il colloquio potranno essere
presenti solo i membri della Commissione d’esame (sei professori interni e un
presidente esterno), il candidato (che può essere accompagnato da una persona) e
un testimone.</p>



<p>L’articolo 16 dell’ordinanza ricorda che il
colloquio ha la finalità di accertare il conseguimento del profilo culturale,
educativo e professionale dello studente:</p>



<p>Il candidato dimostra, nel corso del colloquio,
dovrà dimostrare:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>di aver acquisito i contenuti e i metodi propri delle singole discipline, di essere capace di utilizzare le conoscenze acquisite e di metterle in relazione tra loro per argomentare in maniera critica e personale, utilizzando anche la lingua straniera;</li><li>di      saper analizzare criticamente e correlare al percorso di studi seguito e al profilo educativo culturale e professionale del percorso frequentato, mediante una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze svolte nell’ambito dei PCTO (&#8220;percorsi per le competenze trasversali e per l&#8217;orientamento&#8221;);</li><li>di aver maturato le competenze previste dalle attività di “Cittadinanza e Costituzione” declinate dal consiglio di classe.”</li></ol>



<p>L’esame orale sarà così articolato:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>discussione di un elaborato (assegnato a ciascun candidato su indicazione dei docenti delle discipline di indirizzo entro il 1° di giugno), concernente le medesime discipline di indirizzo.</li><li>discussione di un breve testo, già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana durante il quinto anno;</li><li>analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione (<em>“Il materiale è costituito da un testo, un documento, un’esperienza, un progetto, un problema ed è finalizzato a favorire la trattazione dei nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline e del loro rapporto interdisciplinare.” </em>Art. 16, comma 3);</li><li>esposizione da parte del candidato, mediante una breve relazione ovvero un elaborato multimediale, dell’esperienza di PCTO svolta nel corso del percorso di studi; </li><li>accertamento delle conoscenze e delle competenze maturate dal candidato nell’ambito delle attività relative a “Cittadinanza e Costituzione”.</li></ol>



<p>Gli articoli 19 e 20 dell’ordinanza sono dedicati
rispettivamente agli alunni con disabilità e con DSA, che affronteranno il loro
colloquio nel rispetto dei loro PEI e PDP.</p>



<p>Non ci sono sostanziali variazioni per l’esame del
secondo ciclo degli alunni con disabilità, i quali possono sostenere prove
differenziate o non sostenerne alcune, sulla base del PEI. Qualora gli alunni
disabili sostengano positivamente prove equipollenti, otterranno il diploma,
nel caso in cui non le sostengano non viene rilasciato il diploma, ma solo il
certificato di credito formativo.</p>



<p>Gli alunni con DSA, sulla base del PDP, possono
utilizzare gli strumenti compensativi in esso previsti.</p>



<p>Si ricorda che se hanno chiesto l’esonero dallo
studio della lingua straniera non potranno ottenere il diploma, ma solo il
certificato di credito formativo.</p><p>The post <a href="https://francescainnangi.it/2020/05/22/esami-2020-cosa-prevede-lordinanza-per-gli-studenti-con-dsa-e-bes/">Esami 2020: cosa prevede l’ordinanza per gli studenti con DSA e BES?</a> first appeared on <a href="https://francescainnangi.it">Psicologa e Psicoterapeuta a Lanciano - Dott.ssa Francesca Innangi</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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