Le esperienze infantili condizionano la relazione genitore-figlio?
In questo articolo vorrei porre l’attenzione sulla relazione tra genitori e figli, introducendo alcune riflessioni sul tema e utili spunti tratti dal libro di Siegel e Hartzell: “errori da non ripetere. Come la conoscenza della propria storia aiuta a essere genitori”
In questo periodo così particolare ci troviamo almeno in due situazioni: temporaneamente a casa a contatto con i propri figli 24/7 o ancora a lavoro, con maggiori difficoltà nel gestire i bambini costretti a casa dall’emergenza.
Queste condizioni, insieme ad altri fattori possono farci sentire stressati, stanchi, frustrati e arrabbiati con aumentate probabilità di perdere il controllo e di reagire impulsivamente nei confronti dei nostri bambini.
Fermiamoci un attimo e riflettiamo su quello che sta accadendo, tenendo a mente qual è il nostro valore: essere un buon genitore!
In questo senso, un’adeguata comprensione di noi stessi e della nostra storia ci sarà d’aiuto nel relazionarci in modo soddisfacente con i nostri figli.
Gli studi sull’attaccamento evidenziano come lo sviluppo di un attaccamento sicuro da parte dei nostri figli correli con la nostra capacità di comprendere le proprie esperienze infantili. La nostra infanzia può essere stata felice o, al contrario, difficile e problematica. Gli studi sottolineano come non sia determinante l’esperienza in sé, bensì la comprensione e l’elaborazione di quest’ultima.
In altre parole, se non abbiamo avuto modo di rielaborare la nostra storia passata e di capirne il senso, sarà più probabile riprodurre modelli negativi di interazione e le esperienze passate continueranno a influenzare la nostra vita anche nel rapporto con i nostri figli. Al contrario, una buona comprensione della nostra storia può renderci liberi dai vecchi modelli di interazione, evitando così di riproporli nelle nostre relazioni attuali e future.
Sicuramente non saremo in grado di modificare quello che ci è accaduto nel passato, ma possiamo cambiare il modo di pensare a quegli eventi, allo scopo di offrire ai nostri figli una comunicazione empatica, un adeguato senso di sicurezza e una relazione che li aiuti a crescere mantenendo un buon livello di benessere emotivo. Dando senso alla nostra storia acquisiremo maggiore capacità di autocomprensione, così da rendere più coerenti le relazioni con i nostri figli.
La relazione genitore-figlio è una parte fondamentale delle prime esperienze dei bambini, tale da plasmarne la personalità. Intelligenza emotiva, autostima, abilità cognitive e sociali si formano sulla base di queste relazioni di attaccamento precoci. Queste relazioni risultano a loro volta condizionate dal modo con cui i genitori sono capaci di riflettere la loro storia.
Attraverso questo processo di riflessione possiamo migliorare l’elaborazione dei nostri racconti autobiografici e il rapporto con i nostri bambini. Niente è scritto e immodificabile, ma ciò che conta è il modo in cui elaboriamo e comprendiamo determinati avvenimenti. In ogni momento della nostra vita abbiamo l’opportunità di cambiare e di agire in funzione dei nostri valori e di ciò che conta davvero per noi.